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Casino giustiniani massimo al laterano

Casino giustiniani massimo al laterano

Nel fu acquistata dalla Custodia di Terra Santa , della quale ospita oggi la Delegazione per l'Italia. Fu scelto un colossale torso acefalo di marmo greco, che venne integrato abbondantemente, mentre per la testa ci si rifece ad un ritratto giovanile di Marco Aurelio trasformandolo nel personaggio eponimo, raffigurato nel fiore dell'età; la statua risultante, alta circa quattro metri, venne poi collocata nell'attuale posizione nel da Giovan Battista Giustiniani, come informa l'epigrafe murata sul lato meridionale del casino.

Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Villa Giustiniani Massimo. May 24, Data di ultima verifica: Do you know the first presto? Do you know it? Conosce il Presto iniziale? Lo conosce? Hanno venduto a seguito di avversità economiche alla famiglia Massimo che decidere di edificare la propria villa tra Via Merulana, via Manzoni e via Emanuele Filiberto, una zona che nel tempo ha acquistato un grande valore.

Dell'antica villa rimane giusto un frammento: La villa risale ai primi del Seicento, quando fu costruita su un terreno, coltivato a vigna, acquistato nel dal marchese Vincenzo Giustiniani, tuttora incerto l'architetto della palazzina, anche se taluni ritengono debba trattarsi di Carlo Lambardi per quel che riguarda il portale, oggi trasferito a villa Celimontana, e in Borromini per il casino.

Villa Giustiniani sia nell'edificio che nei giardini era adorna di statue moderne e antiche secondo il gusto antiquario dell'epoca. Il casino, con facciata equilibrata e partita in due piani, è decorata da fregi marmorei e profili di imperatori e da inserti di bassorilievi antichi. Giovanni Laterano con averci fatto condurre con spesa non ordinaria le otto once di Acqua Felice benignamente concessami dalla Santa memoria di Papa Innocenzo X da Porta Maggiore sino al Giardino: Negli stessi anni Andrea aveva provveduto a far trasferire nella villa una parte dei quadri della collezione di famiglia, come è testimoniato da un inventario fatto stilare dallo stesso marchese nel Vi risultano, infatti, ben settantun dipinti tra paesaggi, vedute, nature morte, ritratti e scene di genere, tutti temi particolarmente appropriati per una residenza suburbana.

Sul finire degli anni Sessanta la villa aveva ormai raggiunto il suo assetto monumentale, come risulta dalla pianta di Roma realizzata dal Falda nel I disegni allegati alla descrizione mostrano perfettamente il casino, il giardino segreto cinto da mura e la fontana-mostra dinnanzi alla quale è un viale di cipressi intersecato nel mezzo da un secondo viale coperto a berceau. La palazzina era costituita da due piani, con una loggia al pianterreno, murata agli inizi del XIX secolo, ed una galleria al primo piano, chiusa per motivi di stabilità all'epoca degli interventi di Andrea Giustiniani sulle facciate. Il lato ovest della palazzina, quella che si affaccia su via Boiardo nella foto in alto sotto il titolo , presenta, al centro della facciata, sopra il portale, il fronte di un sarcofago del III secolo d.

Quattro fronti di sarcofagi, intervallati dalla colomba dei Pamphilj, stemma araldico della moglie Maria Pamphilj, formano invece la cornice marcapiano, al centro della quale è situato un balcone sorretto da un'aquila, stemma araldico dei Giustiniani. Il Casino si presenta all'esterno secondo la sistemazione di Andrea Giustiniani Branca realizzata in occasione del suo matrimonio con Maria, la nipote diretta di Innocenzo X Pamphilj. Le facciate sono impreziosite da lastre di sarcofago risalenti al II secolo dopo Cristo, secondo una moda iniziata con Villa Medici e portata al massimo della sua espressione da Scipione Borghese nelle sue residenze.

Ma anche da pastiche realizzati sempre utilizzando parti di lastre di sarcofago e busti di imperatori di officine romane. Le opere provengono tutte dalla collezione d'arte dello zio Benedetto Giustiniani, amalgamate in una narrazione unica grazie ad elementi architettonici creati appositamente: Il tutto predisposto ad ingentilire un edificio elegante ed essenziale nelle forme ancora rinascimentali e a cantare le lodi di una famiglia che voleva le sue origini dall'imperatore Giustiniano.

Pretesa generalmente arbitraria e ancor più per i Giustiniani di Roma. Il Collari lo menziona privo di testa nel e qualche anno più tardi secondo il Battaglia nel era ridotto in pezzi. A questo ciclo di affreschi lavorarono pittori della cosiddetta scuola dei Nazareni: Alcune lettere scritte da Monsignor Andrea Giustiniani al fratello, il principe Vincenzo, documentano in modo eloquente le scelte di quegli anni: Lettera del 23 maggio I pagamenti si susseguono sino al Negli anni successivi al trasferimento delle statue si intrapresero dei lavori di ampliamento e riassetto dei giardini, certamente determinati, almeno in parte, dalla necessità di offrire nuova e adeguata sistemazione al ricco apparato scultoreo che aveva raggiunto la villa.

La pianta del Nolli del documenta in modo esemplare il nuovo assetto della proprietà: Di questi interventi resta traccia documentaria in una lettera patente e in un memoriale della Presidenza delle Strade datati È un posto in cui andresti in un giorno di pioggia? Occorre presentare un documento di riconoscimento quando si visita quest'attrazione? Questo posto o quest'attività accetta carte di credito? È un posto romantico o un'attività che suggeriresti alle coppie? Consiglieresti a un amico di scegliere una visita audio guidata in questo posto? Consiglieresti a un amico di pagare per saltare la coda?

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Storia e arte, Il Casino Giustiniani Massimo al Laterano - Mare d'inchiostroMare d'inchiostro

La Villa Giustiniani al laterano, detta anche Villa Massimo dal nome dei successivi . Villa Massimo Giustiniani detta anche Casino Massimo, si presenta come. Architetto, Giovanni Fontana (villa), Francesco Borromini (casino), Carlo Lambardi (portale). Proprietario, Famiglia Giustiniani, famiglia Massimo, famiglia Lancellotti · Modifica dati su Wikidata · Manuale. La villa Giustiniani al Laterano, detta anche "villa Massimo", dal nome dei successivi proprietari. L'edificio fu realizzato nei primi del ' all'interno di Villa Giustiniani (poi Massimo Lancellotti), ormai scomparsa in seguito alla edificazione. Roma e il Casino Massimo Lancellotti al Laterano: uno tra i luoghi più per volere di Vincenzo Giustiniani, su progetto di Carlo Lambardi. La villa Giustiniani al Laterano, detta anche "villa Massimo", dal nome dei successivi proprietari, era una villa seicentesca che si estendeva tra. Il Casino Giustiniani Massimo al Laterano, sede della Delegazione di Terra Santa a Roma, è protagonista del libro di Monica Minati, operatrice. Villa Giustiniani Massimo risale ai primi del Seicento, quando fu costruita sul terreno tra le attuali via Merulana, viale Manzoni, via Tasso e piazza S. Giovanni in Laterano. Andrea Giustiniani, volle impreziosire le linee architettoniche del Casino della Nel la villa passò ai Lancellotti, i quali, in seguito al progetto di.

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